
Il forno del castello
Le prime notizie certe riguardanti il forno del castello sono custodite nell’archivio di stato di Biella - fondo Dal Pozzo – ora anche in fotocopia presso l’archivio storico del museo Arti e Mestieri di un tempo di Cisterna e risalgono al 1564, quando il feudatario Torquato Torto sembra voler donare il forno alla comunità, ma in realtà viene specificato che “… il forno resti del castello e nessuno possa cuocere pane ad altro forno, eccetto coloro che abitano alle cascine in campagna, che possino cuocere ad un suo (loro n.d.r.) forno mediante che paghino al Signore scopelli 2 di grano per ogni bocca da 7 anni in su; e che il detto signore sia tenuto tenere un fornaro sufficiente, il quale sii obbligato far al solito, cioè di pagare pani tre se suoi tavoli fossero una fornata per ogni tavolo; e che sii obbligato portare il pane al forno e ritornarlo a casa, e portar il bosco al forno; e se guasterà il pane, pagarlo, e che il Signore sia obbligato tenere il forno in buon essere”.
Nel fascicolo datato 1661-1676 “Atti di lite relativi il forno di Cisterna e le monache d’Alba” dal quale si evince come il Comune di Cisterna avesse intentato lite contro il nuovo feudatario, cioè il marchese Borso Acerbo “.. per aver questi dato ipoteca sul forno a detta Comunità nella convenzione per la soddisfazione del censo verso le monache di S. Caterina d’Alba”.
La prima supplica della comunità per il “rilievo” (esonero n.d.r) è del dicembre 1661, ma il censo di 150 doppie spagnole era stato stipulato dalla Comunità per conto di Giovanni Acerbo fin dal 1623 con il patto che rilevasse la comunità da ogni pagamento e pretesa delle monache.
Nel 1686 (“Atti civili tra il signor Giacomo Dal Pozzo Principe di Cisterna e la comunità e gli uomini di Cisterna per il diritto di fornatico”) sono nuovamente specificate le quantità della tassa: “coppi due (1 coppo = lt 2,882 n.d.r.) di grano formento bello e crivellato annual. per ogni bocca maggiore di anni sette, al tempo del raccolto” (solo gli abitanti “alle cassine” n.d.r.). Tale dirittto – prettamente feudale – restò legato al castello fino alla fine del ‘700, quando i privilegi feudali vennero aboliti anche nello Stato sabaudo sulla scia di quanto era accaduto in Francia a seguito della Rivoluzione.
Nel fascicolo datato 1714 riguardante gli atti criminali si descrive uno “… sparamento di un colpo d’arma da fuoco avanti la casa del commune, vicino al forno, et altro sparamento fatto poco doppo avanti la chiesa di S. Giuseppe”.
Sulla localizzazione precisa del forno ci sostiene anche il catasto del 1798 riguardante i “… beni siti in detto territorio (Cisterna n.d.r.) ed annoverati a don Giuseppe Alfonso Dal Pozzo”. Fra varie vigne, prati e il castello vi è “sito con edificio nel sorano consorti la comunità, Bartolomeo Risso, la chiesa di San Giuseppe …”.
Teresa Cauda (classe 1923) nata in Valle S. Matteo, ricorda uno dei più anziani panettieri che hanno operato nel forno: Carlo Marchiaro, “il Calu” classe 1881. Già da bambino, “il Calu” percorreva la strada “via Madòna” per venire a “portè disnè” al padre Secondo che anch’esso già esercitava la professione di fornaio. Carlo Marchiaro abitava vicino al pilone di S. Bovo in Valle S. Matteo, era noto come persona molto spiritosa, abile raccontatore di barzellette, con i baffi arricciati all’insù.
Negli anni trenta del Novecento sappiamo che il forno diventa di proprietà di Caterina Rolfo “Nin-a del Pransoè” vedova Giacomo Sacco e dei figli Candido e Bartolomeo Sacco. L’atto notarile riporta che il forno viene venduto nel 1945 a Bartolomeo Povero, marito della signora Onorina Scapino, che si occupa amorevolmente sia di fiori che della parrocchia e che è tuttora residente nella casa che acquistò con il marito.
Alcuni ricordano che nella stessa casa vi erano un negozio commestibili e panetteria ed inoltre un caffè ristorante con alloggio.
Tra il 1947 e il 1948 il forno viene gestito dai signori Antonio Gioda e la sorella Elisa “Lisina“ e “Tonio” provenienti dai Tre Rivi di Monteu Roero. “Tonio” sposerà la nostra concittadina Angiolina Rolfo e nel 1951 si trasferiranno a Torino.
Nel 1951 il forno viene acquistato dalla signora Maria Marchiaro che lo gestirà fino al 1957. I figli Mario e Bertino sono apprendisti fornai. Nel 1955 chiede la licenza dell’esercizio la signora Severina Marchiaro “Rina”, sorella della precedente, anche se il forno risulta a tutti gli effetti ancora di proprietà di Maria Marchiaro, la quale lo venderà nel 1957 al Rev. Teologo don Nicola Cozzo, parroco di Cisterna. In questo atto il forno cessa di essere tale “per accordo tra le parti”. Da aprile a settembre di quello stesso anno il forno viene ancora gestito dal Signor Eugenio Gallino e dalla moglie Luigina, originari di Valle S. Matteo. I signori Gallino furono gli ultimi ad utilizzare il forno del Castello prima di trasferirsi in Piazza Rino Rossino dove costruiranno il nuovo forno.
L’andare al forno costituiva un momento sociale importante per le donne del paese: era il momento delle notizie e dei pettegolezzi.
La signora Luigina racconta che il forno veniva acceso alle tre o alle quattro del mattino: si capiva che aveva raggiunto la temperatura giusta quando la volta del forno appariva molto chiara per il calore. Il diritto di cottura veniva pagato con il “cres” cioè la differenza tra il peso della farina asciutta e quello della farina intrisa d’acqua che ammontava la 20%: per fare 12 Kg di pane servivano 10 Kg di farina. Il quaderno custodito nel museo sul bancone della panetteria conferma questa situazione. Gli attrezzi originali del forno del castello sono custoditi nella bottega del panettiere all’interno del museo, in quanto donati dal signor Gallino Eugenio.
Alla fine degli anni ’80 il forno riprende a vivere grazie all’attività della Pro-Loco in occasione delle feste del paese; diventa una consuetudine cuocervi pane, pizza e “torcetti”. Si procede anche a rifare il tetto.
Nei primi anni ’90 il giovane Stefano Peletto rimuove l’intonaco in facciata, riquadra la finestra e la porta d’ingresso sostituendo altresì gli infissi e restaura il pavimento interno.
Il forno ora è di proprietà della Parrocchia di Cisterna che, per far fronte alle spese di restauro della Chiesa Parrocchiale dei SS Gervasio e Protasio, deve vendere l'immobile.
L'Associazione Museo Arti e Mestieri di un tempo onlus, che opera al fine di salvaguardare la cultura materiale del nostro territorio e che da anni, insieme alla Pro-loco, provvede alla manutenzione dell'edificio, si fa promotrice di una sottoscrizione per la raccolta di fondi che verranno utilizzati per l'acquisto del forno, garantendo che in caso di scioglimento dell'Associazione (in base a norma statutaria), l'immobile (come tutti i beni di proprietà dell'Ass.ne) passeranno al Comune o a Enti/Ass.ni del paese con scopi di pubblica utilità.
I NOMINATIVI DELLE PERSONE O DELLE DITTE CHE EROGHERANNO DENARO PER L'ACQUISTO DEL FORNO VERRANNO PUBBLICATI IN TEMPO REALE SUL SITO DELL'ASSOCIAZIONE (www.museoartiemestieri.it) E INDICATI (CON LA CIFRA EROGATA) SU UN PANNELLO CHE VERRA' AFFISSO ALL'ESTERNO DELL'EDIFICIO. (I soggetti eroganti, al momento del versamento, sono pregati di comunicare il mancato consenso nel caso non vogliano la pubblicazione dei dati).
Il versamento a favore dell'Associazione Museo Arti e mestieri di un tempo dovrà essere effettuato sul c.c.b. 21750 n. iban IT10W0608547390000000021750 Cassa di Risparmio di Asti, filiale di Cisterna d'Asti.
La ricevuta del versamento potrà essere presentata nella denuncia dei redditi per l'anno 2008 (il prossimo anno). Ricordiamo che le erogazioni liberali a ONLUS possono essere detraibili al 19% da calcolarsi su una somma massima di euro 2.065,83.
E' possibile erogare il denaro direttamente ai responsabili dell'Associazione e alla segreteria, che provvederanno a versare sul conto e a consegnare regolare ricevuta.
IL MUSEO DI CISTERNA , inoltre, è iscritto nell'elenco delle Associazioni onlus che possono beneficiare del 5 PER MILLE PREVISTO DALL’ULTIMA FINANZIARIA
Coloro i quali vorranno sostenere le attività della nostra associazione potranno destinare la quota del 5 per mille dell' imposta sul reddito delle persone fisiche, SULLA DENUNCIA DEI REDDITI, indicando il codice fiscale dell'Associazione:
92018830056 - ASSOCIAZIONE MUSEO ARTI E MESTIERI DI UN TEMPO ONLUS
IL 5 PER MILLE NON E' UNA TASSA AGGIUNTIVA
La scelta di destinazione del 5 per mille NON ESCLUDE QUELLA dell’8 per mille
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SOTTOSCRIZIONI A FAVORE DELL'ACQUISTO DEL FORNO:
SCAPINO CESARE e CARLA (CISTERNA) € 1.000
RISSO GIOVANNINO e GEMMA (TORINO) € 1.000
SCAPINO GIAN LUCA e BERRUTI MARIA ADELE (CISTERNA) € 1.000
FAMIGLIA VAUDANO LINO (CISTERNA) € 1.000
PELETTO CESARE e GALLINO ANNA MARIA (CISTERNA) € 1.000
CIELO MATILDE e LETIZIA (CISTERNA) € 2.000
TORCHIO GIOVANNI e GUIDO MARIA PIERA (CISTERNA) € 1.000
SCAPINO MARIA e ROSELLA (CISTERNA) € 1.000
MO TERESIO e GIORGIO (CISTERNA) € 1.500
GALLINO ROBERTO e MAZZOCCO DANIELA (CISTERNA) € 500
VENTURINI PALMIRA (VILLAFRANCA) € 100
BORGOGNO GIUSEPPE e TERESINA (TORINO) € 150
OLIVERO EDDA e LUIGI (ASTI) € 1.000
GUIDO LUNA e MARTINA (CISTERNA) € 1.000
BALSAMO AUGUSTO (S. DAMIANO) € 500
BERARDI MATILDE (CISTERNA) € 100
DISTILLERIA SIBONA (PIOBESI D'ALBA) € 400
MASSOCCO CLAUDIO e PAOLA (CISTERNA) € 500
DELPERO GIANNI (ROMA) € 500
ROLFO DAVIDE e FAMIGLIA (CISTERNA) € 3.000
SCAPINO GUGLIELMO (CISTERNA) € 100
VAUDANO GIACOMINO (CISTERNA) € 500
VAUDANO UGO (CISTERNA) € 500
VAUDANO BRUNO (CISTERNA) € 500
BORSOTTI LAURA (TORINO) € 100
GUIDO GIOVANNI e FRANCO MARIA TERESA (CISTERNA) € 500
DOGLIERO ANTONELLO E OTTAZZI BARBARA (CANALE) € 100
FRANCO BARBERIS IMPR.COSTR.ALBA € 1.000
BERARDI NEGRO ANNA (VALFENERA) € 100
FAMIGLIA BIGNANTE € 500
CAVALIERI DI S. MICHELE DEL ROERO € 250
FAMIGLIA PAVIGLIANITI-GAROLA € 600
ANONIMA PENSIONATA € 40
NOVO LUCA € 200
VAUDANO NICOLA E LUCA € 70
PIACENTINO DIEGO € 150
OLIVETTI SECONDINO € 500
CISTERNA CALCIO € 200
CAMISOLA MARITA, BELLO GRAZIELLA,
VADA PATRIZIA, BARBERO MARISA,
MASSANO ANNA € 100
GIORIO PIERINO (MONTA ALBA) € 500
CAPPELLA S. ROCCO € 1000
IN MEMORIA DI SACCO VITTORINO I FIGLI € 300
OMEDE' ANNAMARIA (GOVONE) € 100
VAUDANO FRANCESCO ED ELISABETTA € 500
TINELLI LUCA E CHIARA € 500
BAMBINI DI CISTERNA MERCATINO DI S. LUCIA € 150
PELETTO FRANCO (S. DAMIANO) € 250
QUADRO PIERANGELO € 200
GAZZOLA MARCELLA (CINAGLIO) € 500
CAFFE' VALLE (S. DAMIANO) € 350
GRUPPO GIOVANI CISTERNA € 375
M.B.V. € 300
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