La Storia
Com'è nato il museo
L'iniziativa di raccogliere e salvaguardare gli oggetti...

L'iniziativa di raccogliere e salvaguardare gli oggetti della vita contadina, è nata circa venti anni or sono per opera di alcuni volontari residenti che, con operosità e ingegno, hanno creato le prime "botteghe"di arti e mestieri . Il museo posto nel castello contiene circa 3000 oggetti provenienti da Cisterna e dintorni e radunati in 20 botteghe.
L'edificio è stato ristrutturato con una serie di finanziamenti regionali finalizzati alla destinazione museale. Il museo attualmente è aperto al pubblico tutti i giorni escluso il lunedì dalle 15 alle 19, è gestito da un'apposita Associazione culturale presieduta dal sig.Lino Vaudano.

Il castello di Cisterna
Il castello da recinto fortificato si è trasformato...

Il castello da recinto fortificato si è trasformato in epoca barocca in residenza nobiliare di campagna. Prima del 1311 (data del primo documento che cita il castello), esisteva una doppia cerchia di recinti anche se non ancora fortificati con bastioni in mattoni, risalente al XI-XII sec. Il primo recinto racchiudeva una vasta area non accessibile e con pareti strapiombanti (ora si accede attraverso la torre porta); il secondo di forma pressochè quadrata occupava la sommità del colle e al suo interno venne ricavata la cisterna di raccolta dell'acqua.

La torre che si eleva sullo spigolo orientale del terrapieno del castello fu costruita in epoca successiva, intorno al XIII sec. In origine doveva svolgere la funzione di avvistamento, di segnalazione ed ultimo rifugio durante le incursioni ed avere lo scopo simbolico di manifestare il potere ed il prestigio della famiglia feudale che la eresse. Del XV- XVI secolo o forse anteriore è la torre porta di accesso al recinto fortificato. Di particolare interesse è la sua cornice decorativa, costituita da più fasce di mattoni interposte a cornici di losanghe, sormontata da merli a coda di rondine, ora tamponati e coperti dal tetto.

Nel 1670 e nel 1673 Giacomo Dal Pozzo ottiene dal papa l'elevazione di Cisterna a Principato e il diritto di coniare moneta. Il castello viene ampliato con la costruzione dello scalone e del loggiato: si sistema l'alloggio padronale al primo piano nobile, dove alcuni soffitti sono tuttora arricchiti da stucchi; la servitù è alloggiata nel sottotetto. Sul finire del XVII sec. si assiste ad una imponente mole di lavori e miglioramenti con ampliamento del castello verso nord-ovest e sistemazione al piano terra della zecca. L'edificio a questa epoca ha raggiunto il suo pressochè totale completamento: negli anni 1687 e seguenti vengono ancora eseguiti lavori di miglioramento del castello e di riparazione dei bastioni e il giardino del castello, fino ad allora staccato dal recinto principale, viene recintato con bastioni in muratura.

Nel 1791 il salone della cisterna viene coperto con la creazione della falsa volta in centine di legno. Acquisito il suo carattere definitivo, il castello viene, già a partire dal XVIII sec., a perdere gradualmente d'importanza. Cessa la coniatura delle monete e la famiglia Dal Pozzo risiede di regola a Torino o nell'altra residenza di campagna di Reano. Il 23 febbraio 1887 un terremoto di discreta intensità provoca la caduta di alcune volte e l'apertura di numerosissime crepe nelle murature.

LAVORI RECENTI E RESTAURI

1972: vincolo storico-artistico sul castello e muro di cinta "perchè costituiscono una significativa testimonianza di composizione architettonica di origini alto-medioevali con rifacimenti settecenteschi".

1975: ritrovamento di un antico pozzo in buono stato di conservazione, rivestito in mattoni, profondo circa 80m e con un diametro di 2 m.

1976: lavori di consolidamento delle mura perimetrali del castello: Costruzione di un nuovo serbatoio dell'acquedotto municipale accostato alla parete del castello prospiciente al piazzale.

1982: lavori di sistemazione dei locali del sottotetto destinati all'ampliamento del "Museo Arti e Mestieri di un tempo".

1983: scoperta di decorazioni a carboncino sugli intonaci dei locali del sottotetto. Lavori alla copertura voltata del salone in precarietà statica, ricostruzione con analogo andamento a padiglione. Crollo della volta della prima stanza a sinistra; ritrovamento di decorazioni a motivo floreale dell'arco in cotto risalente al XIV-XV secolo. Lavori di ampliamento del Museo allestito dalla Pro Loco di Cisterna. .

Cisterna e la sua storia
I riferimenti più antichi al territorio di Cisterna...

I riferimenti più antichi al territorio di Cisterna permettono di risalire all'età romana. Attorno all'anno Mille si può collocare l'accentrarsi del primo insediamento sul "Monte de Stephano", sotto il castello di Belriguardo, mentre il secondo abbandona gradualmente la zona della parrocchiale antica per l'attuale concentrico, al riparo di un primitivo castello. Dalla prima metà del XII secolo inizia la signoria del vescovo di Asti sul feudo di Belriguardo. Dopo l'inizio del '200 parte dei feudi di Cisterna e Belriguardo, considerati territori separati, è in possesso dei consignori di Loreto e Canale, che ricevono investitura dal vescovo.

Questi vendono nel 1242 al Comune di Asti che, scavalcando i diritti vescovili, concede forse i feudi ai signori di Gorzano, ai quali viene attribuita la costruzione del nucleo più antico dell'attuale castello. Il tentativo dei "de Gorzano" di sottrarsi nel 1274 all'egemonia astese, segna la loro sconfitta. Dalla metà del '300, dopo una parentesi dei De Mercato e dei Bergognini, compaiono come feudatari i Garetti, signori di Ferrere, ma tra il 1375 e il 1380 il vescovo Francesco Morozzo concede la terza parte dei feudo ai Roero; questi, pur protestando per oltre mezzo secolo, non riusciranno mai ad averne l'effettivo possesso a motivo della potenza e dell' irriducibile opposizione in loco dei Garetti.

Dopo un breve periodo agli inizi del '400 nel quale una parte del feudo viene assegnata dal vescovo Alberto Guttuari ai suoi fratelli Domenico e Benedetto, i Garretti vendono nel 1470 e 1472 ai Pelletta quanto è di loro spettanza in Cisterna e Belriguardo, ma resisi i Pelletta correi di omicidio nel 1475, il feudo viene assegnato l'anno seguente da papa Sisto IV al nipote Antonio Della Rovere d'Aragona. Nel 1559 Giovanni Della Rovere vende il feudo al capitano Torquato Torto, da cui passa alla figlia Isabella, sposa del marchese Borso Acerbo. Questi, attorno al 1580, vende il feudo ai Dal Pozzo, senza preventiva autorizzazione, onde papa Gregorio XIII ordina al braccio secolare - il duca di Savoia, suo vicario in Cisterna, Montafia e Tigliole dal 1560 - di conquistare il castello con la forza.

L'intento viene facilmente raggiunto dal conte di Masino, poichè il capitano Antonio, fratello di Borso, lo consegna per timore delle conseguenze in caso di rifiuto; per il momento il castello viene affidato a governatori della S. Sede. Riesaminata la questione negli anni seguenti, il feudo viene reso nel 1591 a Borso Acerbo e alla moglie Isabella, anzi, nel 1599, Cisterna e Belriguardo riuniti vengono elevati a marchesato. Dal Borso, Cisterna passa per vendita nel 1650 a Francesco Dal Pozzo, marchese di Voghera per il cui figlio Giacomo papa Clemente X erige il feudo in principato, concedendo anche, nel 1673, il privilegio di battere moneta, revocato poi con decreto della Camera dei Conti sabauda nel 1790.
(da: Roero, repertorio degli edifici religiosi e civili, di Baldassarre Molino).

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Castello Medioevale - P.zza Maggiore Hope, 1 cap. 14010 Cisterna d'Asti (AT).

TEL/FAX: 0141.979021
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