LA SOLA COLPA DI ESSERE NATI

Nuovo appuntamento con il dott. Gherardo Colombo che, lunedì 22 febbraio 2021, ha discusso con la dott.ssa Nicoletta Fasano del libro che ha scritto insieme alla senatrice Segre “La sola colpa nati”

(Garzanti). La videoconferenza è stata organizzata da Polo Cittattiva per l’Astigiano e l’Albese – I.C. di San Damiano d’ Asti, Museo Arti e Mestieri di un Tempo, Israt e Casa della Memoria della Resistenza e della Deportazione di Vinchio con Fra production spa, Associazione "Franco Casetta", libreria "Il Pellicano" e Aimc di Asti. “Il libro è dialogo intenso tra persone che sembrano amiche da anni. Colombo ha saputo far uscire aspetti particolari. È un libro intenso, gradevole. Ottimo strumento didattico. Si sente l’empatia. Ma cosa ha spinto Liliana a proporre di nuovo la sua testimonianza nonostante avesse detto che nn l’avrebbe più fatto e com’è stato questo incontro con una memoria così sofferta?” ha chiesto la dott.ssa Fasano.
“Probabilmente non aveva ancora deciso di sospendere le sue testimonianze. Però, un libro è un canale che non richiede di riprendere il dolore tutte le volte che se ne parla con gli altri. Certo, ha dovuto farlo ma è anche un modo per mettere, forse, la pietra finale su una testimonianza che, comunque, rimane tramite la documentazione. Nel libro si procede da una parte allo sviluppo della sua storia personale ma anche come storia comune di tutti gli ebrei. Il libro ci ha dato modo di instaurare un rapporto umano. La sua è una memoria coinvolgente che mi ha messo nella condizione di essere il più delicato possibile perché sono argomenti che fanno male a chi li ha vissuti ma anche a chi li ascolta. Per me è difficile pensare a come si è arrivati e a come si possa arrivare a qualcosa di così terribile che trasforma le persone in numeri. È coinvolgente perché stablisce contatto profondo ma anche per la cautela che devi utilizzare. Si riconosce la persona ma occorre anche proteggersi dall’ enormità di queste cose” ha detto Colombo.
La riflessione profonda su quel periodo, però, rimanda al fatto che una legge riesce ad essere applicata così massivamente solo perché è radicata in in una cultura. È stato possibile, ad esempio, disapplicare le leggi razziali com’è successo in Danimarca. “Ho visitato diversi campi di concentramento – ha proseguito Colombo - e niente mi ha pesato così tanto come visitare il Binario 21 di Milano perché ci riguarda e potrebbe di nuovo capitare. Questo mette a disagio anche nei confronti tuoi e delle persone che ti stanno intorno. Come potremmo pensare di non essere collusi oggi? Basta girare l’angolo e vedere come sono trattati i migranti, l’indifferenza è diffusa ed è anche quella di oggi. Liliana non odia gli indifferenti ma l’indifferenza. Bisogna separare le persone dall’azione ma, purtroppo, queste cose succedono anche oggi. Non bisogna odiare perché l’odio è sempre uguale. Liliana ha dovuto muoversi come senatrice per avere una commissione contro l’odio”.
Responsabilità, scelta, discriminazione, Costituzione, rapporto tra storia e memoria… molti sono stati gli aspetti di cui hanno discusso Nicoletta Fasano e Gherardo Colombo.
Il libro, secondo la Fasano, può essere considerato un manuale di storia contemporanea importante perché mette a confronto la vita della Segre con i fatti di storici della vita italiana.
La curiosità è stata la leva vincente che ha sempre mosso l’autore. “Io sono curioso e questa è la mia fortuna: cercare il perché delle cose. Da piccolo smontavo gli orologi. Poi ho scelto di investigare e scoprire il come e il perché. Si vede in questo libro dove ho cercato di unire la testimonianza con la causa di ciò che ha cambiato la vita di Liliana. Storia e memoria sono collegate ma la memoria è anche soggettiva. Senza memoria corretta, è impossibile vivere consapevolemente il presente e progettare il futuro. Noi facciamo fatica a farlo perché abbiamo poca memoria. Invece bisognerebbe averne per capire quello che è stato veramente. Altrimenti si cade nella soggettività e si giustifica tutto. Contraffarla può essere volontario ma anche un processo inconsapevole persino rispetto a ciò che abbiamo vissuto. Come magistrato avevo molta paura delle testimonianze perché non ricordiamo mai le cose esattamente come sono accadute. Manipoliamo per essere nel giusto. La memoria corretta è quella passata attraverso la verifica della storia. L’ attività dello storico è preziosa perché ci fa vedere ciò che è stato in modo attendibile e vero… anche se la verità dipende dalla prospettiva. La ricostruzione dei fatti aiuta a trovare la verità ma bisogna evitare sempre di semplificare” ha detto Colombo.
La storia serve per comprendere il presente come risultato del passato. La scuola, ha sottolineato Colombo, dovrebbe fornire questi strumenti ma anche permettere ai ragazzi di applicare quanto è scritto nella Costituzione per averla come punto di riferimento affinche “… i ragazzi possano averla come riferimento di vita per potersene giovare e utilizzarla per realizzarsi. Purtroppo, spesso si legge e si recita. Non la si vede come sistema nelle sue interconnessioni interne. Si perdono le ragioni. Invece riguarda tutti, anche Raffaele Cutolo. Riguarderebbe anche Hitler se fosse vivo”.
Una riflessione su cui tutti dovremmo tornare spesso.


Giovanna Cravanzola


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