Alba de Cèspedes

Martedì 29 aprile 2025, Valeria Paola Babini ha presentato “Alba de Céspedes. È una donna che vi parla, stasera” (Mondadori). L’autrice ha dialogato con Nicoletta Fasano. L’incontro è stato organizzato - in occasione dell’80° Anniversario della Liberazione – da Polo Cittattiva per l’Astigiano e l’Albese – I.C. S. Damiano, Museo e Comune di Cisterna, Gruppo di Studi Ebraici di Torino, Israt, Associazione "Franco Casetta", Libreria "Il Pellicano" e Aimc Asti.


Valeria Paola Babini, docente di Storia della Psicologia nell’Università di Bologna, si è occupata prevalentemente di psichiatria italiana e francese e di storia delle donne. È autrice di numerose pubblicazioni. Le ultime in ordine di tempo sono Parole armate. Le grandi scrittrici del Novecento italiano tra resistenza ed emancipazione, La Tartaruga, 2018; la traduzione e curatela di Philippe Tissié, Il caso clinico del viaggiatore sonnambulo, Quodlibet, 2022, Montessori prima di Montessori.1896, la laurea è l'inizio di una rivoluzione, Fefè editore, 2023. Gli alberi già lo sanno, La Tartaruga, 2022, è il suo primo romanzo.
Nicoletta Fasano, storica, ricercatrice, è direttrice dell’Istituto per la Storia della Resistenza e nella Società Contemporanea in Provincia di Asti.
In apertura, sollecitata da una domanda di Nicoletta Fasano, la prof.ssa Babini ha spiegato i motivi che l’hanno spinta a dedicare un intero saggio ad Alba de Céspedes, già presente nel precedente “Parole armate. Le grandi scrittrici del Novecento italiano tra resistenza ed emancipazione”, La Tartaruga, 2018.
“Sono partita da “Parole armate” perché è il libro più bello e con un'eco più forte per me. Questa donna che parla è Alba de Céspedes sotto lo pseudonimo di Clorinda. In lei io vedevo un significato politico perché non era solo una scrittrice – anche di romanzi rosa – e basta. Aveva dentro di sé una linea ideologica. In archivio Mondadori ho trovato moltissimo materiale, molte pagine manoscritte: erano i testi che leggeva alla radio da Napoli dal ‘43 al ‘44. Dovevo condividere con gli altri tutto questo. Il mio è anche stato un atto politico: non poteva non essere conosciuto questo materiale. A lei si doveva dare un ruolo importante nella ‘battaglia delle onde’ cioè via radio. Le sue parole erano rivolte ai patrioti intendendo non solo i partigiani ma tutti coloro che odiavano il nazi – fascismo. Era un termine scelto anche per metterlo a confronto con chi combatteva con i fascisti in nome della patria. I patrioti, invece, erano coloro che volevano la liberazione del Paese anche con piccole azioni agite in famiglia e stando dalla parte dei partigiani... alle donne che aspettano non è stato parlato finora"
Come ha sottolineato Fasano, Alba de Cèspedes era maniacale nella sua precisione e non parlava solo alle donne. Il criterio utilizzato dalla prof. Babini è stato quello di pubblicare tutti i suoi scritti. Era una scrittrice nota e già con “Nessuno torna indietro” il fascismo aveva intenzione di applicare la censura. In questo libro si parla della storia di otto donne che vivono insieme in un pensionato femminile e che pensano per il loro futuro un ruolo diverso da quello che il fascismo vorrebbe per il loro genere. Quando succede, Alba ha 32 anni, un figlio già grande ed è in attesa di separazione. Intanto, ha un nuovo compagno.
“Il mio lavoro – ha detto la prof.ssa Babini - è stato guardare tutte le veline. A volte, c'erano cinque o sei copie corrette di una velina. Ho scelto le più corrette pensando che fosse ultima versione. Purtroppo non si sa cosa sia stato detto. Non ci sono registrazioni ed è per questo più importante farle conoscere. Alcune le ho collocate temporalmente ma per altre non è stato possibile e ho dichiarato questo nelle avvertenze. Ogni brano è stato accompagnato da pagine di diario. Era una donna ricca, una scrittrice che sente, dopo la caduta del fascismo, il dovere di fare qualcosa per l' Italia e vuole andare via da Roma. Ma cosa può fare per il suo Paese? Il tema della scelta assume così, essendo donna, una sfumatura diversa. Purtroppo, come donna, deve sottostare al volere di un uomo. Nonostante questo, ha bisogno di trovare una soggettività politica. Parte e trascorre un mese terribile in Abruzzo e poi arriva a Bari. La scelgono forse perché lo scozzese che si occupava della comunicazione delle radio libere, pensava che una voce di donna fosse più adatta a raggiungere tutta la popolazione. Gli alleati erano rimasti sorpresi per la schiavitù della donna in italia”.
Una donna – come ha detto Nicoletta Fasano - che sceglie di attraversare le linee nemiche per andare nell' Italia liberata. In trentasette giorni vede la guerra, la miseria, la fame ma anche l'umanità. Prima era una ragazzina poi scopre la solidarietà del popolo abruzzese. Matura in lei la consapevolezza che la vita è seria. La scrittura può diventare uno strumento di battaglia e questo pensiero non la lascerà più. I romanzi successivi comunicano di più al lettore e tutto ciò avviene anche attraverso l'esperienza della radio. Nella prima raccolta, il primo racconto si chiama “Fuga”.
Nella sua prima trasmissione, narra di una donna che durante la 1° guerra mondiale, rimane vedova con cinque figli a cui seguono nuove disgrazie in cui muoiono altri parenti per mano nazista. Non ha altro sentimento se non quello della vendetta. Racconta del mito del soldato tedesco. All'apparenza è ordinatissimo ma non ha nessuna remora quando deve cacciare i partigiani.
L’ autrice ha sottolineato la mancanza di un indice che potrebbe essere introdotto in una edizione successiva. “Certamente posso essere molto generosa – ha detto la prof. Babini - con questo libro perché non è mio. Può insegnare ancora molte cose alle ragazze di oggi. È affascinante ed è una parte della storia d'Italia che è stata un po' sacrificata. Perchè era l'unica donna? Bisognava approfondire. Questo cancellamento, in tutti gli ambiti, delle donne non è solo per dare visibilità ma per la ricostruzione di un vero quadro generale perché le donne c'erano. Alba de Cèspedes ha fatto anche molta fatica durante le trasmissioni – lo racconterà in “Mercurio” - a dover parlare senza sapere a chi stava rivolgendo ma anche non sapendo se qualcuno era collegato e la stava ascoltando. Eppure ci credeva e continuava a crederci nonostante rischiasse la vita anche alla radio. Forse dare spazio a lei era dovuto anche al fatto che la voce non era riconoscibile. Ma io sono convinta che è sia stata scelta soprattutto per la forza della letteratura. Da radio Bari, i giornalisti non erano censurati dagli inglesi e non erano sempre possibile in altre situazioni”.
Tutto ciò rientra nel riscatto morale per ricostruire il Paese. Prepara tutto ciò con le parole, per ricostruirsi dopo il fascismo.
“Alba chiede di rigenerare le parole ammorbate dal fascismo. Tutte le veline di Napoli pensano al dopo ma anche con il timore che tutto venga cancellato. In questo disastro, c'è un rinnovamento dei valori che dovrà essere il futuro” ha proseguito Nicoletta Fasano.
Il suo pessimismo è dovuto al fatto che non sa se il popolo si saprà riprendere. È la sua parte straniera che vede i difetti degli italiani.
Un libro che, secondo Fasano, ricorda: "La libertà delle donne. Voci della tradizione politica suffragista” a cura di A. Rossi Doria (Rosenberg & Sellier) dove sono stati pubblicati i testi del suffragismo. “Da queste parole delle donne ho trovato l'aggancio per il cambiamento e il riappropriarsi della nostra storia” ha detto Nicoletta Fasano.
L’autrice ha voluto usare le parole vive di Alba perché servono ancora e hanno la potenza di chi le ha vissute. Occorre leggerle direttamente e non solo commentarle perché non bastano solo i concetti. “Oggi - ha detto la prof.ssa Babini - ci sarebbe da lavorare sui valori. Non trovo più nessuno capace di corrispondermi umanamente. Nella vita reale si trovano persone disumanizzate e io vorrei cercare di riumanizzare l'umanità. Mancano sorrisi, parole… ci vorrebbe qualcuno capace di riportarci dentro di noi. Per far conoscere la Resistenza alle ragazze, bisognerebbe partire dai romanzi dove ci si parla della realizzazione di sè. Un personaggio tiene compagnia e in molte case c'erano i suoi libri. Questi romanzi, oggi cancellati, si trovavano nelle case ed erano presenti e vivi. Per questo motivo, ancora oggi, è utile leggerli. A me piace Alba de Céspedes perché è una narratrice. Bisogna partire sempre da testi che affascinano e che sono anche capaci di portare alla scoperta di questo grande e immenso personaggio per la storia d' Italia. Ci fa capire come sia stato possibile essere donne della Resistenza e combattere con le parole. Far parlare voci dirette, riattiva in noi delle corde nascoste”.
Sono piccoli gesti che, come ha concluso Nicoletta Fasano, diventano fondamentali se fatti tutti insieme e capaci di risvegliare l’impegno.
Giovanna Cravanzola

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