DIECI FALSI MITI E DIECI REGOLE PER INSEGNARE BENE

Un incontro per parlare di metodologie didattiche quello che si è tenuto lunedì 8 novembre 2021 (videoconferenza) con il prof. Roberto Trinchero che presenterà "Dieci falsi miti e dieci regole per insegnare bene" (Carocci) di cui è autore con il prof. Roberto Calvani. A introdurre l’incontro Franco Mattarella.
Antonio Calvani è direttore scientifico dell’associazione SApIE, è stato professore ordinario di Didattica e Pedagogia speciale all’Università di Firenze. Si occupa da molti anni di metodologie e tecnologie

educative. Roberto Trinchero è professore ordinario di Pedagogia sperimentale, è direttore del Centro interateneo per la formazione degli insegnanti secondari del Piemonte e autore di volumi e saggi inerenti la metodologia della ricerca in didattica e valutazione. Franco Mattarella, appassionato di filosofia, si definisce pensatore critico e surrealista. È responsabile del sito https://www.pensierocritico.eu/. Come ha sottolineato in apertura Mattarella, l’apprendimento è un adattamento a situazioni umane imprevedibili. Numerosi gli spunti offerti dal libro. Oggi, scientificamente, le emozioni sono coniugate al cognitivo e ci permetteno di apprendere al meglio. Le neuroscienze cercano di capire meglio i presupposti su cui si basa l’apprendimento. I metodi che funzionano sono quelli che sollecitano interesse dei discenti. Le mode, sovente, si presentano nell’ambito dell’insegnamento – ha detto Il prof. Trinchero – come se insegnare e apprendere fossero legate solo al presente e non anche a tutto quello che c’è stato prima. Però le prove di efficacia raramente vengono presentate ed è un problema internazionale. Quando gli insegnanti devono prendere decisioni, su cosa devono basarsi? Senso critico o ricerche a caso? Spesso metodologie passate sono abbandonate non perchè superate ma solo in quanto soppiantate da altre communicate con strumenti più attuali. A questo riguardo, molteplici sono i miti educativi che, spesso, rimangono tali perché non basati su evidenze scientifiche. In ambito pedagogico, infatti, non sono sufficienti le convinzioni pertanto è necessario promuovere una cultura sviluppare il senso dell’autoefficacia degli insegnanti.
Infatti, l’insegnante che si percepisce più efficace, si sente più motivato e propone strategie per aiutare gli alunni. In ogni caso, non formiamo mai da soli, è il gruppo che educa ed è per questo che è indispensabile che anche gli alunni ne siano consapevoli.
Molti sono gli asserti in ambito educativo: miti o realtà? Alcuni dicono che il metodo non sia importante ma la passione. In pratica, se un metodo vale l’altro, allora la formazione degli insegnanti non serve. Per altri la valutazione non serve ma solo la didattica, oppure sono convinti che occorra abolire la lezione frontale…
Sulla base delle evidenze scientifiche, sono miti duri a morire perché sono molto diffusi.
Il libro propone la necessità dell’ integrazione tra interpretazione e giudizio dell’insegnante con evidenze empiriche. Per questo motivo i docenti devono essere aggiornati sulle nuove metodologie scegliendo, criticamente, quanto c’è di meglio e unendo la loro professionalità con le evidenze scientifiche.
Un solo studio non basta, deve essere inserito in un quadro di ricerca inoltre deve anche essere spendibile in classe perchè oggi non possiamo più permetterci di fare qualcosa che non impatti sulla realtà. Conoscenza della struttura della disciplina che si insegna, chiarezza degli obiettivi ma anche una valutazione sincera e capace di promuovere anzichè penalizzare, un ambiente di apprendimento sereno e sfidante… sono strategie fondamentali. Molti altri ancora sono gli spunti offerti dal prof. Trinchero che, si spera, tornerà ad essere ospite del Polo cittattiva con nuovi interessanti appuntamenti.
Giovanna Cravanzola


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