IL SISTEMA DELLA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE

Il 2021 è iniziato con un altro importante incontro per parlare di uno dei problemi che affligge il nostro Paese: la corruzione.

L’occasione è stata la presentazione del libro ”Il sistema della prevenzione della corruzione” (Giappichelli) del prof. Raffaele Cantone che ne ha discusso con il giornalista Marco Neirotti venerdì 8 gennaio 2021.

L’incontro è stato organizzato da Polo Cittattiva per l’Astigiano e l’albese – I.C. di San Damiano con Museo Arti e Mestieri di un Tempo, Fra Production Spa, Israt e Aimc di Asti. Il libro è un testo universitario ma il dott. Cantone ha accettato di presentarlo per parlare di corruzione in un contesto sociale. Non sempre, infatti, è chiaro che i soldi delle tangenti verranno pagati dai cittadini. Ad esempio, provocheranno mancanza di lavoro e di opportunità per i giovani. Necessario sapere, però, che la corruzione non è una situazione necessaria ma, per concretizzarsi, ha bisogno della presenza di condizioni facilitanti e sono proprio questi i nodi su cui si deve intervenire per prevenirla. Le pubbliche amministrazioni, per poterlo fare, devono essere dotate di strumenti ed anche agire in maggiore e totale trasparenza.

Le organizzazioni internazionali (Ocse, Ue e Onu) si sono rese conto che gli effetti della corruzione sono devastanti perché, tra le altre cose, hanno mantenuto al potere politici incapaci che hanno permesso la devastazione dei territori. “Il Presidente della Repubblica ha definito la corruzione ‘furto di democrazia’ perché è uno strumento di confronto impari, illegale e le conseguenze non sono soltanto a livello economico” ha detto il dott. Cantone.
Purtroppo, rispetto agli strumenti offerti dall’Anac, si è verificata spesso una resistenza giustifica dal fatto che la pubblica amministrazione li ha interpretati solo come un aggravio burocratico come se la colpa non fosse dei ladri ma di chi li cercava.

Questi mesi di pandemia hanno fatto abbassare i livelli di controllo. Si è modificata la norma dell’ abuso d’ufficio con la motivazione di velocizzare le pratiche ma, dopo 6 mesi, i cittadini non hanno visto alcun miglioramento. “L’ Anac nasce nel 2013 – ha sottolineato Neirotti – quando il ruolo della corruzione emerge di più nel disastro economico. Oggi la pandemia è un alibi per svicolarsi. Sembra un Paese nel quale, al di là della politica, l’emergenza porta a interventi che, nel tentativo di togliere le macerie sanando, ne lasciano delle altre”.
“Monti – ha proseguito Cantone – voleva per ricostruire l’etica di un Paese. Fu un approccio ingenuo ma una legge da sola non basta. Era impensabile che, nel giro di poco  tempo, si determinasse l’aumento del Pil. Legiferando in emergenza, si dà l’impressione di risolvere i problemi ma senza andare a fondo. Però, grazie ad esempio alla Legislazione antimafia, nata in un contesto del genere, si sono ottenuti dei risultati perché si è stabilizzata nel tempo.

La politica, però, è troppo impegnata a piantare la sua bandierina e non si preoccupa di fare cambiamenti strutturali. Sarebbe necessario fermarsi e non continuare in continui cambiamenti. Per quanto riguarda il Covid, ad esempio, si doveva semplificare e facilitare ma non come si è fatto. Altrove tutto ciò non è avvenuto perché l’emergenza è una costante della vita italiana e dobbiamo essere preparati. Il successo dell’Anac deriva anche dalla esigenze del Paese. Occorreva avere un ente perché è la giustizia a occuparsi dei reati. Serviva invece un meccanismo contro l’illegalità amministrativa. All’inizio, però, su di noi sono state caricate troppe aspettative”.

Numerosi gli interrogativi posti dai partecipanti e da Marco Neirotti che ha voluto con un messaggio di speranza: “Guardando al futuro, mi pare che lei sia ottimista. Non tanto per la funzione dell’Anac quanto sul tessuto sociale fatto di singoli e di gruppi”.
“La lotta alla corruzione si attua in tre passaggi: 1) la prevenzione; 2) la repressione; 3) l’educazione perché questa piaga attecchisce dove c’è scarso senso civico. Certo, sono ottimista ma, in questo momento preciso, lo sono un po’ meno. Cosa succederà dopo la pandemia è imprevedibile anche per un livello di maggiore egoismo da parte dei singoli. Questi temi sono in grado di rimettere in discussione un intero sistema. In ogni caso, bisogna avere una fiducia nuova nelle amministrazioni” ha concluso il dott. Cantone.

Giovanna Cravanzola

 


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