LA BATTAGLIA DI CISTERNA E SANTO STEFANO

Una Commemorazione davvero inusuale, innovativa e, speriamo unica, quella che ci è svolta per l’ Anniversario della Battaglia di Cisterna e Santo Stefano Roero. Per la prima volta, dopo 76 anni, la cerimonia si è tenuta in videoconferenza sabato 6 marzo 2021.

L’iniziativa è stata organizzata da Polo Cittattiva per l’Astigiano e l’albese – I.C. di San Damiano d’ Asti, Museo Arti e Mestieri di un Tempo, Associazione "Franco Casetta", Israt e Casa della Memoria della Resistenza e della Deportazione di Vinchio, con Fra Production Spa, Libreria "Il Pellicano" e Aimc di Asti. L’ appuntamento è stato anche l’occasione per la presentazione del progetto ‘Oggetti R-Esistenti”, con testimonianze audio-video dell’Archivio Pasquero. A moderare l’incontro Luca Anibaldi, Presidente dell’Associazione “Franco Casetta”. In apertura si è data lettura del saluto del dott. Mauro Salizzoni, vicepresidente del Consiglio Regionale del Piemonte e del Comitato Resistenza e Costituzione per l’affermazione dei principi della Costituzione repubblicana. “La libertà è come l’aria e mai come oggi sappiamo cosa vuol dire quando un virus ce la toglie” ha scritto tra le altre cose. A seguire, il saluto del sindaco di Cisterna d’Asti. Mario Renosio, direttore dell’ Israt, ha iniziato il suo intervento ricordando la commemorazione dell’ anno scorso che si è tenuta a Santo Stefano Roero. “Un anno fa eravamo all’immediata vigilia della prima chiusura e abbiamo celebrato l’anniversario con una passeggiata che speriamo di poter ripercorrere a breve i sentieri per fare memoria ma anche per riappropriarci del nostro territorio. I nazifascisti, ai primi di marzo del ‘45, avevano organizzato in un vasto piano di azioni volte a riprendere il controllo del territorio. I fatti di Cisterna si collocano al loro interno. Il paese era sede non solo della 6° Divisione autonoma ma anche della Missione alleata del Maggiore Hope, da poco arrivato. A metà febbraio del ‘45 i nazifascisti avevano attaccato nella zona di Cocconato. Poi iniziarono i rastrellamenti. Cisterna è stata luogo di uno scontro campale, una vera e propria battaglia che - anche se si era intuito che sarebbe successo qualcosa - arrivò inaspettata. L’attacco all’alba colse di sorpresa il reparto che, però, reagì. Negli scontri ci furono numerosi caduti tra i fascisti. Nei giorni successivi, ci fu la rappresaglia sulla popolazione di Valmellana. La memoria del luogo, però, è legata alla morte del giovane Rino Rossino che venne catturato e, rifiutando di tradire, fu fucilato sulla piazza “ammazzato come un cane” ha raccontato don Giulio Ravizza. La battaglia si conclude l’8/3”. La 76esima Commemorazione ha avuto anche il merito di promuovere nuove iniziative come il Progetto “Oggetti resistenti” relativo alle cose che hanno permesso ai partigiani di resistere e che ci sono pervenute grazie al partigiano Walter, Paulin cioè Paolo Pasquero. Quest’ultimo, come ha ricordato Luca Anibaldi, nel corso della sua lunga vita, ha messo al primo posto la divulgazione dei fatti che hanno accompagnato le gesta dei giovani resistenti di quela tempo. “In un tempo in cui non si poteva essere presenti, la primavera 2020, abbiamo cercato di far parlare questi oggetti. Però c’è un altro impatto emotivo e letterario attraverso le letture di testi teatrali di Fenoglio. Abbiamo potuto pensare alla nostra resistenza di questi giorni ma anche alla resistenza del mondo dello spettacolo” ha proseguito Anibaldi. Dell’ Archivio Pasquero hanno parlato Laura Cordera e Marco Castella dell’ Associazione “Franco Casetta”.
“Sono passati quasi dieci anni da quando abbiamo inziato, insieme a Paolo, a scoprire il suo archivio e il suo supporto è stato fondamentale – ha detto Laura Cordera - perché ha dato un forte impulso grazie alla sua sensibilità rispetto alla memoria della Resistenza. Proprio grazie a questo, è stata fondata l’associazione. Quindi, fin dall’inizio, si è cercato di dare voce alla resistenza ma, soprattutto, alle storie dimenticate sforzandosi di inserirle in un contesto più ampio. Oltre ai documenti, abbiamo cercato di valorizzare le sue parole, le foto, gli oggetti per continuare a mantenere la voce di ciò che è stato. Cerchiamo ancora oggi di promuovere tutto questo”. Marco Castella, invece, ha approfondito gli aspetti relativi alla catalogazione. Infatti, questa è stata la prima attività su questa ingente quantità di materiali e, nel giugno del 2010, grazie al dott. Boccalatte sono state realizzate delle griglie di catalogazione digitale per mezzo del contributo Cassa di Risparmio di Cuneo. “All’inizio abbiamo prestato maggiore attenzione alle foto e alle testimonianze orali utili per dare oggi voce agli oggetti. Grazie a questo progetto, nel 2012, si è realizzata la mostra “Non dimenticar le mie parole”. Il lotto di immagini presentate sono state selezionate con Paolo e tutto ciò ha permesso di comprendere come il fascismo avesse permeato la vita delle persone. Venne anche realizzato un video per renderla fruibile. In seguito, ci venne l’idea di metterci in movimento andando a vedere i luoghi teatro della Resistenza del Roero. Il lavoro è stato inserito poi inserito nell’ampio progetto “Strade delle memorie partigiane” dell’ Anpi di Alba. Su questo lavoro, è stata realizzata la mappatura gps dei percorsi che, successivamente, è stato pubblicato in formato cartaceo e sul web. Il lavoro dell’associazione, oggi trova una nuova vitalità con il progetto “Oggetti r-esistenti”. Ma le sorprese non sono finite, gli attori Roberta Fornier e Lino Spadaro, hanno dato voce al testo teatrale “Solitudine” di Beppe Fenoglio. Sullo sfondo delle magnifiche immagini del video di Stefano Marin, le parole hanno preso forma, sostanza, hanno saputo dare emozioni e far sentire vicini nonostante la lontananza. Un esperimento che è costato fatica e impegno all’ Associazione “Franco Casetta” ma che, sicuramente, non verrà dimenticato. Come ha sottolineato Luca Anibaldi: “...gli oggetti resistenti sono quelli che ci aiutano anche oggi a resistere e questo non è un approdo ma un modo per rilanciare il progetto nei mesi a seguire”.
Giovanna Cravanzola


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