LA CURVA DEL TEMPO

Martedì 24 giugno 2025, alle 18 al Castello di Cisterna, Paolo Ferruccio Cuniberti ha presentato “La curva del tempo” (Medinova) dialogando con il prof. Giancarlo Ruffo.
Paolo Ferruccio Cuniberti ha studiato storia e letteratura all’Università di Torino. Si è occupato di teatro, grafica, cinema, collaborando con compagnie teatrali per spettacoli e organizzazione di festival. Si è inoltre interessato di tradizioni popolari con Orsi, spose e carnevali. Ha scritto e pubblicato tre romanzi: Body and soul (2011), Indagine su Anna (2012), Ultima Esperanza (2018).


Un’altra estate (2020), La curva del tempo è il suo ultimolavoro corredato da copertina e disegni del pittore Vincenzo Ognibene e dalla nota introduttiva del critico letterario Salvatore Ferlita. Giancarlo Ruffo è professore presso il Dipartimento di Scienza e Innovazione Tecnologica dell’ Università del Piemonte Orientale.
Introducendo l’incontro, il professor Ruffo ha sottolineato di aver pensato alla curvatura dello spazio e del tempo prima di leggere il libro ed effettivamente è così. L'autore ha precisato che il titolo deriva da una citazione di Einstein ma anche da pensieri filosofici più antichi. Ad esempio Sant'Agostino pensava che il presente non esistesse partendo da questo ha iniziato a scrivere il suo libro che contiene diversi racconti.
I personaggi agiscono come pedine su una scacchiera complessa e il testo, come ha precisato il professor Ruffo, è breve con tante storie che si intrecciano anche in modo non convenzionale: non c'è solo un centro narrativo ma molti.
Sembra che lo scrittore sfidi se stesso. Molti i riferimenti letterari grazie a letture effettuate che si sono sommate e sedimentate. Ad esempio, Calvino ha lavorato sul gioco combinatorio e, nella scrittura, per lui il rapporto matematico letterario era sempre importante. Ma anche Galileo Galilei è stato un grandissimo letterato ma un altro riferimento è stato Dante. “Nel mio libro – ha detto l’autore - i personaggi sembrano slegati ma c'è un filo logico che lega tutto anche se a volte un po' amaro”.
Come ha sottolineato Ruffo, nel libro il tempo si muove su se stesso. Al di là del gioco, l'autore cerca di spiegare un mondo raccontandolo. Emerge l'anima sociale dell'autore che ha rimarcato come l’infinitamente grande e l'infinitamente piccolo sono equivalent. Lo spiega la fisica quantistica: siamo materia che si è fatta coscienza. In tutto ciò avvengono tante cose e il tempo sfugge: per noi il tempo sono gli avvenimenti che si susseguono. Ma non è questo: tutti i personaggi hanno i loro eventi e anche gli oggetti sono eventi più complessi. Nel prologo le parole di un libro possono essere passato, presente o futuro: siamo immersi in questo paradosso dove ognuno ha il proprio presente, futuro e passato.
Secondo Ruffo, un pensiero rivolto all'infinito non è misurabile con il pensiero nostro che è lungo una spanna. Questo è l'interrogativo di tutti noi. degli schiavi mi sono divertito a scriverlo il lettore non deve aspettarsi nulla da questo libro ma solo ed esclusivamente godere della lettura.
Giovanna Cravanzola

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