Sabato 12 aprile 2025, alle 17 al Castello di Cisterna d’Asti, Maurizio Molan ha presentato “Oltre il guado. Il Bormida tra Liguria e Piemonte” (Il Piviere) dialogando con Luca Anibaldi. L’incontro è stato organizzato dall’ I.C. S. Damiano d’Asti, Museo Arti e Mestieri di un Tempo e Comune di Cisterna d’ Asti, Libreria "Il Pellicano" e Aimc Asti.
Maurizio Molan è laureato in Medicina, Chirurgia e specializzato in chirurgia generale e toracica. Ha partecipato a numerose missioni sanitarie in Africa, Bangladesh e Perù e ha realizzato con varie associazioni, in particolare Need You Onlus di Acqui Terme, progetti umanitari nel mondo con particolare attenzione all’alfabetizzazione, dedicandosi alla pubblicazione di libri per bambini e a carattere sociale tra cui Non c’è amore sprecato, 2014 e In Lei tutte le donne del mondo, Piviere Editore 2016. Ha pubblicato i saggi Altezza è mezza bellezza? Saggio sulla statura umana, Lindau Edizioni 2019, e Tra due mari. Storie di uomini, stretti e canali, Libreria Geografica, 2022.
Luca Anibaldi è tra gli organizzatori delle iniziative del Polo cittattiva per l'astigiano e l'albese, volontario del Museo Arti e Mestieri Onlus di Cisterna d'Asti. Fa parte della rappresentanza sindacale dell'azienda informatica in cui lavora e anche del Direttivo provinciale della Filcams/Cgil dal 2020, ha fatto parte di quello dello Fiom/Cgil dal 2013 al 2019 e vi è tornato nell’ottobre 2023.
“Oltre il guado. Il Bormida tra Liguria e Piemonte” è un libro fatto di tessere inserite in modo sapiente e alla fine della lettura, come ha sottolineato in apertura Anibaldi, si esce diversi con la voglia di visitare i luoghi che sono descritti. Emerge la pluralità delle Bormide con vallate e ponti diversi. Il libro è un pretesto, però, per parlare di un territorio bello, ricco di suggestioni e di storie. Un libro – ha detto Anibaldi – che si pone in collegamento con il Cammino del Maggiore Hope con la tappa di Monesiglio. Ma cosa significa per l’autore questo lavoro?
“È un libro ricco di immagini. Ringrazio per chi mi ha fornito le fotografie, tutte di autori dilettanti ma molto bravi. È stato un lavoro corale e molto partecipato. Dopo essermi occupato delle acque salate di mari o oceani, mi sono dedicato a quelle dolci del fiumi ma c’è un nesso. Le navi della marina militare portano tutte nomi di fiumi e trasportano acqua dolce, spesso anche per rifornire piccole isole. Il titolo ha una motivazione. La parola ‘oltre’ è intesa in senso metaforico. Il guado rappresenta un’ impresa particolare, un ostacolo da superare per andare avanti. Ci ho lavorato per due anni durante i quali ho conosciuto luoghi e persone diverse. Oggi non esistono più guadi perché sono sostituiti da ponti ma molte sono le cose che non tutti conoscono sui fiumi. Ad esempio, il Tanaro, per via dei suoi meandri, è più lungo del Po. Tutti gli antichi ponti sono stati realizzati dai frati pontieri dell’ ordine di S. Benedetto. I guadi erano fondamentali per i commerci e la socialità” ha sottolineato Molan.
Ritornando al collegamento con il Cammino del Maggiore Hope, la Pieve di Monesiglio è la più antica del Piemonte. Si chiama ‘dell’acqua dolce’ perché era fuoriuscita un’acqua miracolosa, capace di curare la lebbra ma numerose peculiarità caratterizzano questo territorio. L’aeroporto di Vesime serviva anche per il trasporto di salme o feriti nell’ Italia liberata. Il primo fu il maggiore Temple perito in un incidente stradale. Al confine con la Liguria, il territorio di Savona è uno dei più boscosi d’Italia e il mulino di Monastero Bormida era il più importante anche per la sericoltura in collegamento alla presenza di acqua nella zona. C’era un gran numero di filande tra Monesiglio e Carcare fino a Castellazzo Bormida. Era un’economia a km 0 dove i gelsi si trovavano vicini ai luoghi in cui veniva lavorata la seta.
Proprio per questo motivo, a Cengio venne costruito il dinamitificio nel 1892 e nel 1925 divenne il Vernicificio Acna.
Non è stato possibile per l’autore rimanere distaccato su questo argomento. Acna è un acronimo che significa Azienda Colori Nazionali e Affini (in realtà non furono prodotti solo coloranti ma anche gas bellici proibiti come l’iprite).
Il dinamitificio venne costruito lontano da Savona, doveva sorgere in un luogo ricco d’acqua, vicino a una ferrovia e con la presenza di una manodopera a basso costo. Però, quando i contadini si resero conto che i prodotti agricoli coltivati nella zona erano immangiabili cominciarono a svilupparsi le proteste. Poco dopo, iniziarono a svilupparsi casi di cancro alla vescica. Già nel 1917 era impossibile lavare nel fiume. Si arrivò a forme di protesta a cui aderirono anche i preti e il Movimento Rinascita Valle Bormida fu un caso unico in Europa. Infatti le proteste della valle portarono alla chiusura nel 1999 ma anche l’aria venne avvelenata.
Oggi lo stabilimento non è stato bonificato e, a causa dei contenuti di rifiuti tossici, le falde sono ancora inquinate. Nonostante questo, ci sono indicazioni di rinascita con il ritorno della flora, della fauna ma anche il ritorno dei turisti che acquistano le caratteristiche case di pietra.
Un libro che – come ha sottolineato Anibaldi - attraverso le parole e la descrizione fa emergere l’amore per il territorio e la sua cura. Caratteristiche che accomunano tutto quello di cui si è fatto portavoce anche il Museo Arti e Mestieri di Cisterna d’Asti nel corso di più di quarant’anni di attività.
Giovanna Cravanzola